Su Meccanica e Natura

Appunto n° 1: Non scrivo di musica più o meno dal ’74, e sono nata nell’ ’85.

Per gli amanti della musica è diventato difficile ascoltare un disco con entusiasmo. Bisogna aspettare l’uscita dei Radiohead, di Bjork, e compagnia bella. Loro non ti tradiscono mai.

Potremmo parlare di crisi del mercato discografico, di commercializzazione acuta della musica, in particolare in Italia, o banalmente della creatività in caduta libera. Non ho risposte e forse neanche le domande giuste. Fatto sta che sono mesi che mi entusiasmo per dischi che al quarto ascolto ripongo con delicatezza nel cassetto causa noia.

Non sono Luzzato Fegiz e non so se il ruolo di critico musicale potrebbe mai essere nelle mie corde, visto che se una cosa mi fa cacare, vorrei poterlo dire senza limiti di testata o etichetta discografica. Però penso di avere come persona, utente, essere umano che ascolta musica, la possibilità di dire la mia.

Sono ormai due giorni che ascolto “Meccanica e Natura” degli Jolaurlo. Ammetto che quando ho ascoltato “Polistirolo”, qualche mese fa, sono rimasta un po’ così, forse mi aspettavo più aggressività. Adesso a due giorni di ascolto dell’album, mi stupisco ogni volta che ricomincia.

Appunto n° 2: Se ti aspetti aggressività da qualcosa, vuol dire che sei aggressiva e ti devi calmare.

Mò, mettere due synth insieme non significa fare elettronica, e penso che ascoltare questo disco possa essere utile per capire quello che voglio dire. Tra i suoni, i testi, l’atmosfera che riesce a crearti intorno, ti amalgama perfettamente con quello, che secondo me (la percezione dell’arte è sempre soggettiva), vuole comunicare. È equilibrato, ricco, coinvolgente, cerebrale, a tratti onirico ma anche meravigliosamente lucido.  Non sono un amante delle sonorità anni 80,  questo è un fatto, e a volte sono decisamente riconoscibili. Ma alla fine Venere era strabica, no?

Quindi consiglio ai due lettori del mio blog (mio padre e quello che vagando su google è inciampato per caso su questo post) di ascoltare questo disco, una, due, tre volte. Soffermatevi sui testi, abbandonatevi a quella voce pulita che un po’ ci racconta tutti. Andate ad un loro concerto ed innamoratevi di ognuno di loro, perché non riuscirete a fare altro.

Appunto n° 3: Questo post non  sarà motivo di fama alcuna.  :)

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